venerdì 25 giugno 2010

Ascolta il ney

Ascolta il ney , com’esso narra la sua storia,
com’esso triste lamenta la separazione:
Da quando mi strapparono dal canneto,
ha fatto piangere uomini e donne il mio dolce suono!
Un cuore voglio, un cuore dilaniato dal distacco dall’Amico,
che possa spiegargli la passione del desiderio d’Amore;
Perché chiunque rimanga lungi dall’Origine sua,
sempre ricerca il tempo in cui vi era unito.
Io in ogni assemblea ho pianto le mie note gementi
compagno sempre degli infelici e dei felici.
E tutti si illusero, ahimè, d’essermi amici,
e nessuno cercò nel mio cuore il segreto più profondo.
Eppure il segreto mio non è lontano, no, dal mio gemito:
sono gli occhi e gli orecchi che quella Luce non hanno!
Non è velato il corpo dall’anima, non è velata l’anima dal corpo:
pure l’anima a nessuno è permesso di vederla.
Fuoco è questo grido del ney, non vento;
e chi non l’ha, questo fuoco, ben merita di dissolversi in nulla!
E’il fuoco d’Amore ch’è caduto nel ney,
è il fervore d’Amore che ha invaso il vino (mey ).
Il ney è compagno fedele di chi fu strappato a un Amico;
ancora ci straziano il cuore le sue melodie.
Chi vide mai come il ney contravveleno e veleno?
Chi come il ney mai vide un confidente e un’amante?
Il ney ci narra d’un sentiero tutto rosso di sangue,
ci racconta le storie dell’amor di Majnun:
Solo a chi è fuori dai sensi questo senso ascoso è confidato
la lingua non ha altri clienti che l’orecchio.
Nel dolore, importuni ci furono i giorni,
i giorni presero per mano tormenti di fuoco;
Se i nostri giorni passarono, dì: Non li temo!
Ma Tu, Tu non passare via da Noi, Tu che sei di tutti il più puro!
Ma lo stato di chi è maturo nessun acerbo comprende;
breve sia dunque il mio dire. Addio!

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martedì 18 maggio 2010

Non hai idea di
quanto sia stato difficile trovare
un dono da portarTi.
Nulla sembrava la cosa giusta.
Che senso ha portare oro ad una miniera d'oro,
oppure acqua all'Oceano.
Ogni cosa che trovavo, era come portare spezie in Oriente.
Non Ti posso donare il mio cuore e la mia anima,
perché sono già Tue.
Così, Ti ho portato uno specchio.
GuardaTi e ricordami.

Rumi

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mercoledì 10 marzo 2010

Contieni il torrente dell'estasi

Contieni il torrente dell’estasi
quando scorre impetuoso
affinché non provochi
vergogna e rovina.

Ma perché temere la rovina
Sotto le rovine si trovano tesori reali
Chi è sprofondato in Dio
Vuole scomparire in Lui.

Mentre è spinto su e giù
Dalle onde del mare chiede:
è più piacevole il fondo
o la superficie?
E’ più affascinante la freccia
O lo scudo dell’Amato.

O amico se fai differenza
Tra gioia e dolore
Queste menzogne ti lacereranno il cuore.

Benché i tuoi desideri sembrino dolci
L’Amico ti vuole senza desideri
Dovrai spogliarti tutto
Se vuoi compiacere l’amato.

La vita dei devoti
Sta nella morte,
l’Amato non ti donerà l Suo cuore
se tu non gli dai il tuo.

Rumi

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domenica 28 febbraio 2010

Il Rubino

Un'amata chiese all'amante:
"Chi ami di più, te stesso o me?".
"Dalla testa ai piedi sono diventato te.
Di me non rimane che il nome.
La volontà l'hai tu. Tu sola esisti.
io sono scomparso come una goccia d'aceto
in un oceano di miele".
Una pietra diventata rubino
è colma delle qualità del sole.
Niente della pietra vi resta.
Se ama se stessa, ama il sole;
se ama il sole, è se stessa che ama.
Non c'è differenza tra questi due amori.
Prima di divenire rubino la pietra è nemica
a sé stessa.
Non uno esiste, ma due.
La pietra è oscura e cieca alla luce.
Se ama sé stessa è infedele, si oppone
intensamente al sole.
Se dice "io" è solamente tenebra.
Un faraone si proclama divino e viene abbattuto,
Hallaj dice lo stesso ed è salvato.
Un io è maledetto, l'altro io benedetto.
Un io è una pietra, l'altro un cristallo.
Uno è un nemico della luce, l'altro la riflette.
Nell'intimo della propria coscienza , e non
mediante una dottrina,
è uno con la luce.
Lavora alle tue qualità di pietra
e diventa splendente come il rubino.
Pratica la rinuncia e accetta le difficoltà.
Vedi sempre la vita infinita nella morte dell'io.
La tua pietra scemerà, si accrescerà la tua natura
di rubino.
I segni dell'esistenza individuale lasceranno
il tuo corpo
e l'estasi ti prenderà.
Diventa tutto udito come un orecchio
e otterrai un orecchino di rubino.
Scava un pozzo nel centro di questo corpo,
o prima ancora che il pozzo sia scavato
lascia che Dio attinga l'acqua.
Impegnati sempre a raschiare la sporcizia dal pozzo.
A tutti quelli che soffrono
la perseveranza reca buona sorte.
Il Profeta ha detto che ogni prostrazione
in preghiera
è un colpo alla porta del cielo.
Se si continua a bussare,
la felicità rivela il suo volto ridente.
Rumi

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